(Oust) Dopo le segnalazioni di disservizi dei servizi pubblici di qualche settimana fa, anche la nostra redazione è ritornata a verificare se le condizioni igieniche dei bagni presso le Torri fosse migliorata. Giunti presso la Seconda Torre siamo però incappati in un vero e proprio scoop: abbiamo colto il Segretario Lonfernini mentre sprangava la porta dei servizi igienici situati a ridosso del monumento.
“Scusi Segretario, ma cosa sta facendo?”
“Eh, cosa? Ancora voi? Niente, stavo provvedendo, ehm, ad un sopralluogo…”
“Ma scusi, non dovrebbero esserci degli uffici preposti a tali operazioni?”
“Beh sì, ma sentivo il bisogno impellente di verificare che le cose fossero state risolte. Ed invece niente, anzi, lì dentro c’è una puzza terribile! Eppure prima che entrassi non c’era… cioé, voglio dire, insomma, ancora la situazione appare irrisolta ed è meglio che lì dentro non entri nessuno.”
“Ci perdoni, ma qui la cosa puzza…”
“Eh lo so, ma non temete, prenderò subito provvedimenti: chiamerò l’Azienda per far bonificare, cioé volevo dire sistemare l’area, e già che ci sono parlerò anche con Mussoni per farmi prescrivere qualcosa…”
“Come scusi?”
“Niente, niente, scusate ma ho un urgente impegno istituzionale” ha concluso Lonfernini, allontanandosi in tutta fretta con un pezzo di carta igienica attaccato alla suola di una scarpa.
Autore: Armando Misto
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Bagni pubblici della Seconda Torre chiusi, Lonfernini: “Non entrate lì dentro”
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Dimissione ordine dei medici, Mussoni cade dalle nuvole. Ricoverato per ustioni da rientro nell’atmosfera
(ISS) Nei giorni scorsi il rientro incontrollato di un cargo spaziale Progress ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. Disintegratosi a contatto nell’atmosfera, l’allarme è rientrato, ma un’ennesima analoga minaccia si è verificata subito dopo, quando il Segretario di Stato Mussoni, venuto a conoscenza delle dimissioni del consiglio direttivo dell’Ordine dei medici e odontoiatri sammarinesi, è caduto dalle nuvole lasciando dietro sé una scia accecante di luminose dichiarazioni. “L’ordine dei medici si è dimesso in blocco? Medici?” – sono le prime parole pronunciate dal Segretario Mussoni dopo la caduta dalle nuvole. Rinvenuto sul pianeta terra, in evidente stato di shock, Mussoni è stato subito portato in Ospedale dove è stato sottoposto ad alcuni accertamenti. I medici non si sbilanciano: “Il Segretario è stato fuori dall’atmosfera per lungo tempo” ha detto ai nostri microfoni il dottor Toccacieli Conundito – “ed ancora non sappiamo se la sua permanenza sulle nuvole sia avvenuta a seguito dei risultati dei referendum oppure se sia stata causata dalle secchiate di acqua gelata in testa che lo hanno portato in una dimensione tutta sua”. Certo è che sul luogo del ritrovamento del Segretario, vicino ad alcuni calanchi, sono state ritrovate alcune scatole vuote probabilmente cadute anch’esse dalle nuvole. Gli inquirenti, raggiunto il luogo dello strano ritrovamento, hanno raccolto alcuni indizi, i quali fanno pensare che le scatole contenessero i voti del referendum che il Segretario aveva portato con sé, cercando maldestramente di nasconderli all’interno di un cumulonembo. Una pioggia di voti.

Un Mussoni visibilmente accalorato dopo la caduta 
Le scatole vuote ritrovate nei calanchi. Indizi? -

“In fondo a destra”, lunga fila per il padiglione di San Marino. Ma i turisti pensavano fosse il bagno
(Servizi) Dopo le proteste dei primi giorni di apertura di Expo, sono state installate le nuove indicazioni per il padiglione di San Marino e il cluster bioMediterraneo. Purtroppo, nella fretta i nuovi cartelli all’inizio del Cardo sono stati messi insieme a quelli che permettono di individuare i servizi igienici. All’iniziale entusiasmo per la coda venutasi a creare di fronte al padiglione sammarinese è perciò subentrato il caos quando gli addetti hanno dovuto cominciare a respingere le persone in fila in attesa di espletare urgenti bisogni corporali. Ad aggravare la situazione, il percorso che conduce i turisti al padiglione sammarinese passa prima dalle aree tematiche dedicate a cioccolato e caffé, che come noto, se assunti insieme, possono causare seri problemi intestinali (per non parlare di coloro che, non contenti, entrano anche nei padiglioni di legumi e spezie). Di comune accordo con gli altri paesi del cluster, è perciò scattata l’operazione di respingimento denominata “Water Nostrum”, ma gli sforzi messi in campo non sono per ora sufficienti ad evitare la fila di persone con la vescica in procinto di scoppiare, provate anche dal costante rumore di sottofondo della Lake Arena.
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Expo 2015, divieto di introdurre balestre e catapulte. La Federazione Balestrieri: “Alla pugna con baliste e trabucchi”
(Piazza d’armi) Improvviso problema organizzativo per la delegazione della Federazione Balestrieri, in procinto di partire alla volta di Milano per rappresentare San Marino all’Expo. Tutto era pronto per mostrare una fedele ricostruzione di un accampamento medievale e relativo palio delle balestre, anche per invogliare i turisti a visitare il Titano durante le Giornate Medievali, ma si è scoperto che le balestre e le ancor più pratiche e tascabili catapulte non possono essere introdotte nei padiglioni dell’Esposizione Mondiale. Subito un misso è partito a cavallo per esporre reclamo ai vertici milanesi, ma il veto è rimasto. Pare che i meneghini abbiano risposto “Va bene che siete abbastanza piccoli da essere grandi e che infatti vendiate le balestre anche ai bambini, ma se facciamo eccezione per voi dopo dovremmo anche permettere le sciabole agli infedeli saladini e i falconi da caccia ai barbari delle steppe orientali.” Di fronte a tale atteggiamento ostile, i balestrieri sammarinesi, al grido di “Fatta la legge, trovato l’inganno”, hanno deciso di impugnare le loro armi pesanti e formato una colonna di carri alla volta delle mura di Expo, dove sono pronti a cingere d’assedio i padiglioni e a bersagliare i feudatari di Milano con baliste e trabucchi, assenti dall’elenco degli oggetti proibiti e quindi permessi. Tale decisione ha fatto scuola, così che non sarà improbabile incontrare all’interno di Expo, per esempio, visitatori turchi armati di scimitarre, tedeschi con mazze chiodate, francesi con bombarde, giapponesi con spade da kendo e così via. L’assedio sammarinese potrebbe durare a lungo, ma, sempre rispettando il regolamento, l’animo dei combattenti sammarinesi potrà essere rinfrancato da shortini di liquori tipici, purché in bicchierini di capienza non superiore a 100ml.
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Expo, firmato accordo per ripopolare la colonia sammarinese di Muratoreum Acottimo
(SuperQuark) Uno dei princìpi di Expo 2015 è quello di conservare la biodiversità, non solo alimentare ma anche di tutte le specie che popolano i nostri habitat. E’ stato perciò siglato un importante accordo che consentirà, tramite la migrazione di molti esemplari in esubero che finora dimoravano nei cantieri di Expo, di ripopolare San Marino di un animale che da noi rischiava l’estinzione: il Muratoreum Acottimo, quasi scomparso per via dell’eccesso di nidi cementizi costruiti in territorio, con un sovraffollamento che ne ha causato la morìa. Questo volatile, simile al picchio muratore con cui a volte compete per gli spazi dove realizzare i nidi, ma molto più grande, ha dimensioni che variano a seconda dell’età e sfoggia una livrea mutevole. Verso metà primavera passa da una copertura uniforme con tute a pettorina e maglioni ad un più leggero manto a maniche corte e pantaloncini. Gli esemplari più vigorosi, durante la stagione estiva degli amori, passano addirittura alla canotta o al torso nudo, per sfoggiare un colore brunito con schizzi di cemento che serve ad intimidire gli esemplari più giovani. A differenza del picchio, il Muratoreum Acottimo predilige terreni agricoli sbloccati o zone a servizi, dove forma colonie stanziali che possono andare da pochi esemplari a svariate decine, a seconda dell’area a loro disposizione. Dal carattere stanziale, le colonie sono spesso riconoscibili per la presenza di un altro uccello di grandi dimensioni, la gru, con i quali i Muratoreum convivono in stretta simbiosi. Amano arrampicarsi su impalcature e mucchi di sabbia, spesso portandosi appresso curiosi contenitori, talvolta sostenuti da una ruota, nei quali trasportano i materiali con cui ampliano i nidi. Gli esemplari adulti, riconoscibili per le dimensioni sviluppate degli arti e talvolta dell’addome, si muovono spesso anche con strani macchinari che permettono loro di accelerare i tempi dell’opera. Animale mattiniero, inizia il suo lavoro al nido all’alba, concedendosi pause in cui assume nicotina oppure panini imbottiti e birre di bassa qualità. Canta di frequente durante il lavoro, intervallando a volte con bestemmie o interrompendosi per fischiare se vede passare nei pressi del nido qualche passeriforme di sesso femminile. Il loro rituale di accoppiamento e la loro riproduzione sono ancora piuttosto misteriosi; si spera che l’introduzione di esemplari alloctoni possa rinvigorire la colonia sammarinese, a cui si sta provvedendo a fornire un nuovo habitat vicino al confine di Rovereta.
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Allarme sanitario dell’OMS per il calo delle vaccinazioni e il ritorno dell’influenza cinese, anche in banca
(S.M.A. – San Marino Ambulatorio) Il periodo influenzale si è concluso, ma l’OMS segnala come sul Titano, complice anche il calo delle vaccinazioni, si siano riscontrati numerosi casi sospetti di influenza di ceppo cinese. Alcuni dei sintomi più comuni sono gonfiore delle estremità, soprattutto del pollice, eloquio alterato, tracotanza episodica, incarichi esteri e concentrazioni anomale di particelle angolofone di livello C2. In passato a San Marino sono già stati riscontrati casi simili, anche se i pazienti erano affetti da un ceppo differente del virus, con problemi di capigliatura, deambulazione imperfetta, difficoltà di espressione. L’OMS raccomanda un attento monitoraggio del fenomeno in territorio, per evitare la diffusione di un potenziale contagio: a rischio sarebbero soprattutto i lavoratori del settore bancario e finanziario, perché uno dei principali vettori dell’influenza sarebbe il denaro, notoriamente sporco e poco igienico. Il semplice lavarsene le mani non pone al riparo dai rischi di contrarre la malattia, perciò si consiglia lo spostamento dei capitali in climi tropicali, dato che il caldo uccide il virus.
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La Porsche di Stolfi deperiva, sottoposta d’urgenza ad una cura ricostituente con olio di fegato di merluzzo
(Deposito giudiziario) Il tempo passa per tutti e anche gli oggetti, se trascurati, rischiano di lasciarci. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi quando un addetto del deposito giudiziario si è accorto che la Porsche 911 sequestrata nel 2014 a Fiorenzo Stolfi stava deperendo. Pare che per una colpevole distrazione l’auto sia stata lasciata per mesi senza acqua né benzina, rischiando perciò di morire di stenti. La carrozzeria, oltre che impolverata, cominciava a mostrare le prime rughe, gli pneumatici apparivano sgonfi e con piaghe da decubito, mentre gli interni avevano ormai perduto quell’odore di denaro contante che aleggiava al momento del sequestro. Contattati d’urgenza, i tecnici di Stoccarda hanno gridato allo scandalo, che neanche l’Anonima Sarda trattava così i suoi sequestrati, e hanno subito dato indicazioni per una cura riscostituente a base di olio di fegato di merluzzo sintetico 5W40, benzina ad alti ottani ed una bella sgambata in autostrada dopo aver ripristinato la pressione delle gomme. Queste attenzioni sembra abbiano salvato l’esemplare di Porsche, anche se da indiscrezioni sembra che durante la terapia sia stata multata un paio di volte.
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Refuso nei documenti, a Rovereta sorgerà il “Polo del Sesso”
(Amsterdam) Clamorose rivelazioni sono emerse nella serata pubblica organizzata ieri dalle opposizioni in merito al progetto che si intende realizzare a Rovereta. Pare che finora ci sia stato un depistaggio sulle reali finalità del complesso che verrà edificato a Dogana, perché in realtà si tratterà di un Polo del Sesso, pur sempre di Lusso. Tutt’altro che finalizzato alla vendita di capi d’abbigliamento, anzi mirato proprio agli spogliarelli e relativi spettacolini, il nuovo edificio richiamerà le atmosfere di Amsterdam, con i suoi canali (in questo caso dovremo accontentarci dell’Ausa), i suoi coffee-shop (se i governanti decidono di passarci le loro canne, che paiono molto buone viste le idee proposte) e le sue vetrine che non contengono vestiti su manichini, ma ben pochi abiti su donne in carne ed ossa; si prevede inoltre di offrire anche uomini-oggetto per ricche donne annoiate e stanche di aggirarsi tra negozi di borse e scarpe. Entusiasmo è stato espresso da San Marino 3.0 e dal gruppo Occhi su San Marino che ha già precompilato una lista di migliaia di segnalazioni di movimenti sospetti. La logica della domanda e dell’offerta si incontreranno dunque grazie a questo progetto, complemento perfetto dell’opera della maggioranza che sta mandando a puttane tutto il Paese, permettendo però di trovarle senza uscire dal confine di Stato.
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Maroni il Conquistatore annette il Titano ai suoi possedimenti: giunto a piedi, ritorna a cavallo
(O mia bèla Madunina) Dalle remote lande meneghine, è giunto ieri nella Serenissima Repubblica (no, Venezia non c’entra) Bobo il Conquistatore, conosciuto anche come “Maroni de Lumbardia” per le origini e per il coraggio di fronte al periglio. Salito lancia in resta sul Pianello, ha facilmente espugnato il Pubblico Palazzo e soggiogato i presenti, i quali hanno riconosciuto il suo prestigio di condottiero, tanto da insignirlo dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine equestre di Sant’Agata, titolo che negli anni è stato conferito praticamente a chiunque venisse ricevuto a Palazzo. Il magnanimo paladino nordico, ora fornito di un destriero che lo avrebbe più facilmente ricondotto al suo feudo, ha apprezzato questo gesto a tal punto da donare un tomo di tipici mangiari delle sue terre, imponendo ai suoi novelli sudditi di consumare tali pietanze e di offrirle ai pellegrini di queste terre per ricordare la bontà del Signore di Milano. Il Titano offrirà perciò da oggi come suoi piatti tipici la casoeula, il bollito misto con mostarda, i pizzoccheri, la polenta con gli osei, il risotto alla Pilota (in onore di uno degli attuali Capitani Reggenti), l’ossobuco e la sbrisolona.


