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Nobel ad un team di ricercatori veneto-libico-sammarinesi, scoperta una nuova applicazione del metodo scientifico per il taglio della pizza

(Sindrome di Stoccolma) – L’equipe al gran completo si è recata a Stoccolma per ritirare l’ambito premio nel campo della fisica. Il nobel è stato assegnato per l’invenzione di un sistema che permette di tagliare la pizza in 100 fette senza sbriciolare le croste – “Ma è possibile aumentare la precisione e ottenere più fette senza problemi” – ha confidato ai nostri microfoni uno dei ricercatori che non ha voluto rivelare la sua identità per evitare attriti con gli altri ricercatori, possiamo solo svelare che indossava un paio di scarpe marroni.
Già dai primi anni ’90, forse prima, la tecnica era stata collaudata con successo da diversi scienziati, tanto che la formula circolava già da tempo negli ambienti accademici e veniva passata sottobanco attraverso bigliettini chiusi con la saliva per evitare che qualcuno potesse copiarla, ma anche se veniva copiata era uguale, tutto era in nome della scienza.
La formula matematica, di primo e terzo grado, che sta alla base della scoperta è formata da 3 variabili che permettono di arrivare allo stesso risultato anche scambiando l’ordine dei fattori.
Molti pizzaioli, forse preoccupati per le loro pizze, si domandano cosa è cambiato rispetto alle precedenti scoperte. Per capirne di più abbiamo contattato un giornalista del Gambero Rosso: “La pizza piace e finchè ce n’era da prendere un pezzo, anche piccolo, c’era sempre la fila, il problema ora” – continua il giornalista – “è che gli ingredienti sono finiti e l’unico pezzo è una margherita”.
Grande risalto ha ricevuto la notizia del premio nella Repubblica di San Marino, tanto che nelle pizzerie del Titano si sta già pensando ad una nuova pizza da presentare nei menù: la “Per Tutte le Stagioni” a doppio impasto.
Di non facile digestione ma sempre valida da mettere sulle tavole sammarinesi.

Informazioni su Muzio Scavolani ()
Dal 1980 cercano di etichettargli il nome Luca Pedoni e dedica corpo ed anima (non è ancora scientificamente dimostrato se ne ha una) ad alimentarsi. Da piccolo trascriveva le bestemmie del nonno davanti alla tv nel diario di ricette di Suor Germana della nonna. Attualmente è senza mani per cui scrive con la punta del naso.

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