C’è del Marco in Danimarcia? O è una dittatura gattiva? Dove si fermano i camionisti, li si che si mangia bene, e questa è l’unica certezza, perché tutto il resto è relativo.
E=MC2, alla velocità della luce il tempo si dilata, e con essa anche il bilancio dello stato che salta prodigiosamente da essere antimateria con segno negativo fino a divenire materia positiva. E tutti zitti, anche Fermi.
E’ il paradosso del Gatti di Schrodinger, gli stati del bilancio attivo e passivo sono entrambi presenti contemporaneamente, a dimostrazione del fatto che la politica quantistica, chissà quante volte ci avrà pensato il Segretario, fornisce risultati paradossali se applicata a un sistema politico microscopico. Basta mettere l’antimateria nell’anticassetto e il bilancio è perfetto.
Le grandi scoperte avvengono per caso o per ostinata tenacia, voci ufficiose raccontano di un crescente nervosismo del Segretario posto davanti al paradosso, tant’è che lo staff delle Finanze avrebbe addirittura ritenuto necessario ordinare un tiragraffi su Amazon, con l’intercessione della Segreteria all’Industria. Poi, casualmente, la reazione a catena -ghigliottina!- e la conseguente esplosione dei numeri.
Sono fuochi artificiali contabili, i neutroni sfuggiti dal controllo della Segreteria alle Finanze bombardano i nuclei dei componenti con rumorosi e sfolgoranti risultati numerici, antimateria e materia si fondono e il passivo diventa attivo in un miao. Con le consuete lamentele dell’APAS per l’abbaiare dei cani.
Dopo il ritiro della delegazione di RETE dal governo e le dimissioni dei due Segretari di Stato del movimento, le due Segreterie sono state assegnate ad interim ad altri Segretari del governo. Se la Segreteria agli Interni è stata consegnata per intero ad Andrea Belluzzi, già in carica all’Istruzione, la Segreteria alla Sanità è stata spacchettata tra il Segretario Ugolini, Giustizia, che si becca la fetta più grossa, il Segretario degli Esteri Beccari, il Segretario al Lavoro Lonfernini e il Segretario dell’industria Righi.
Frattanto l’ex consigliere di RETE Nicolini, dopo avere lasciato il movimento di appartenenza e avere dichiarato che non aderirà al gruppo misto, non ha ancora comunicato con quale nuovo gruppo si schiererà sui banchi della maggioranza.
Tant’è che in Congresso di Stato, per non scontentare nessuno come è avvenuto con la spartizione delle segreterie prima menzionate, avrebbero deciso di spartire anche il consigliere Nicolini.
La DC si è presa ‘Ni’, Alleanza Riformista ‘co’, il PSD ‘li’ e Motus liberi ‘ni’. Dopo qualche attimo di stallo però sarebbe stato il gruppo di Alleanza Riformista a far notare come DC e Motus si siano presi due pezzi di eguale caratura. Da Motus, stizziti, hanno subito fatto notare che la Democrazia Cristiana si è presa il ‘Ni’ con la N maiuscola, la testa per la precisione, mentre a loro è toccato il ‘ni’ con la n minuscola, la coda come al solito. I socialisti del PSD, dal canto loro, hanno obiettato che il ‘li’ rimediato al centro non rientra a pieno nei propri progetti, mentre un ‘co’ di tutto rilievo come quello beccato da Alleanza Riformista sarebbe rientrato più nelle loro ambizioni. Sarebbero addirittura disposti ad uno scambio aggiungendo il garofano per contropartita. Solite schermaglie tra socialisti.
Mentre si bisticcia in questa maggioranza di a da in con su per tra fra, mamma DC, forte del suo ‘Ni’ attrattivo, quasi magnetico, chiosa con un ecumenico “fate i bravi, ce n’è per tutti”
Bolla bolletta
che arrivi senza fretta
Arrivi a metà mese
Dal sammarinese
Arrivi senza indugio
Infilata nel pertugio
Dal pertugio io ci cago
E la bolletta pago.
Marzo 2023 è stato il mese più lungo per Teodoro Lonfernini alla prese con la lunga fatturazione delle #bollette del gas.
Tutto nasce dall’autonomia dell’AASS che decide di calcolare le bollette sui consumi presunti e fa un po’ come CAASS le pare.
Intanto sale l’eccitazione tra i cittadini: hai una bolletta in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?
Eccitazione che potrebbe trasformarsi in tragedia: Cronaca. Minaccia il vicino di casa con la bolletta del gas! Suicida col gas, parenti disperati: o il funerale o la bolletta!
Oppure in opportunità: San Marino. Diventa milionario brevettando lo sportello del contatore del gas che non si apre.
Lonfernini e la teoria del gaos: una farfalla batte le ali a Tokyo e a San Marino si emettono le bollette a cazzo di cane. Ma i rapporti con l’AASS li tiene il Lonfo ed è il Lonfo che deve prendere al balzo le palle cadute e il 25-26 Marzo riunisce i vertici AASS in quello che si trasformerà in quel weekend dei pomeriggi di un giorno da cani.
In quelle frenetiche ore il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna arrafferìa malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi, in segno di sberdazzi gli affarfaresti un gniffo.
Ma lui zuto t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.
Carramba! Che bolletta!
Durante la puntata i telespettatori devono indovinare il numero esatto di metri cubi di gas presenti all’interno di un contatore di vetro.
Intanto ospite a sorpresa per le celebrazioni dell’Arengo del 25 Marzo Benigni legge i contatori del gas.
E durante la riunione fiume coi vertici si trova l’anomalia: non è dato sapere da cosa è stata causata, forse è bastato spegnere e riaccendere.
L’anomalia:
Una delle prime soluzioni per il ricalcolo delle bollette è stata l’ipotesi dello spostamento delle lancette indietro di 3 mesi per evitare la figura del gas. Ma ormai è primavera e l’AASS is in the air:
Tu non ci crederai
Ma vedo
Le mille bollette blu
E vanno leggere, vanno
Si rincorrono, salgono
Scendono per il ciel
Blu
Questo amore è una camera a gas
Questo amore è una bolletta al veleno
Questo amore è una lama sottile
È una lettura del contatore
Ed alla fine di questa effervescente maratona si giunge ad una conclusione drastica: annullamento totale globale. L’ora delle decisioni irrevocabili.
E al bar già si sentono i primi effetti: sei inutile come una bolletta di Marzo!
Riassunto delle puntate precedenti: volevamo gambizzare il comico #Eleazaro dopo le parole di fuoco rivolte verso la Serenissima ma per radere al suolo San Marino basta il barbiere e l’unica punizione possibile è fargli condurre Una Voce per San Marino.
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Va ora in onda una nuova puntata de “LE IENE A SAN MARINO” inchieste, interviste, scoop, gossip ed ogni tipo di amenità. La iena è mezzo felino e mezzo cagnaccio quindi è un animale D.O.P.
Ospite d’eccezione un artista poliedrico: Eleazaro Guidi. Non fa battute che possono incendiarti in un secondo, la sua comicità ti cuoce a fuoco lento, come con le rane.
Chissà se vale anche per lui la revoca della residenza o gliela danno perenne.
Intanto danno perenne.
Putin manda i carri armati in Ucraina ma la vera blitzkrieg l’ha fatta Banca Cis che al suo passaggio in territorio, senza invasioni, ha lasciato sul terreno un buco da 60 milioni e 824 mila euro spariti dal fondo pensioni e da 15 milioni e 907mila euro in Fondiss!!!
Ormai siamo in piena Seconda Era Eurovisionaria e il cancelletto #unaVoceperSanMarino è stato tendenza numero uno in Italia su Twitter anche stavolta. Anche #UVPSM è andato bene ma non così in tendenza perché sembrava il nome di un corriere che non spedisce a San Marino.
La debolezza è la sua forza, il trash è la sua matrice. Anche le grafiche dei cantanti in gara sono state riciclate. Ma non parliamo di festival di serie B, al massimo BB come dice Fitch.
A questo punto dovremmo farci trainare dall’evento ligure e prendere in stock quello che rimane per le prossime edizioni a venire. Ma non spacciarlo per risparmio, lo esibiamo come scalpo. Non solo le grafiche, la scenografia, le luci, proprio le idee.
E si termovalorizzano.
Blanco avrà il Daspo a Sanremo, invitiamolo sul palco del teatro Nuovo di Dogana l’anno prossimo e facciamogli prendere a calci le rosole.
Rosa Chemical sponsorizzato/a dal colorificio sammarinese che bacia Al Bano sulla cappella… di paglia.
Facciamo opera di carità: invitiamo i Jalisse.
Chiara Ferramenta Sammarinese che sfoggerà uno scialle in alluminio con la scritta “Pensati Libera da Ciacci”.
Mara Verbena potrebbe portare i fiori seccati di Sanremo e come omaggio agli artisti in gara non mazzi recisi ma piccoli sacchetti potpourri da appendere negli armadi.
Abbiamo i bravissimi fiorai di Montalbo che possono ornare il palco di crisantemi in plastica, così non si spreca nemmeno l’acqua. Un festival trash&green, dove piccoli campioni del ciclismo potranno pedalare, redimersi dal gatticidio ed alimentare l’occhio di bue. E non importa se la luce va e viene, l’importante è che gli sponsor rimangano.
Una Voce per San Marino vive in simbiosi coi social, una giostra che si auto alimenta, un calcinculo dove più ti prendi in giro più arrivi in alto e forse arrivi al fiocco per un altro giro.
Lo spot unico dello scorso anno era il bancone della carne del supermercato, stavolta c’è Fico, c’è Fico in città.
“Ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost”
Non possiamo competere con Sanremo, tanto vale farne la parodia.
Gino Paoli racconterà simpatici aneddoti su Little Tony e non lo fermeremo. Invitiamo la Vanoni, invece di fare la spola tra teatro e outlet, la faranno tra dogana e la RSA la Fiorina.
Le scenette del camerino con vetro satinato come una commedia sexy con Edwige Fenech dietro all’inviato speciale saranno una costante. Ed invece di un culo velato da un vetro satinato finalmente avremo un bel culo in primo piano. Quello della dea della fortuna che tanto se non parla può anche girarsi dall’altra parte.
Non è detto che il prossimo anno non nasca anche il Fanta Marino. Già i primi punteggi
Pedini Amati scalzo: 20 punti
Canti canta: 500 punti
Le canzoni? Ah, c’era anche un festival canoro per decretare chi rappresenterà san Marino all’Eurovision 2023 a Liverpool? Menzione speciale per l’esibizione del ragazzino con Imagine di John Lennon, canta meglio di alcuni artisti in gara.
Opinione non richiesta sul DES da buoni nemici del Paese
Fa un po’ sorridere pensare di far sorgere un distretto economico speciale con una fiscalità diversa (e vantaggiosa) in una Repubblica già grande come il distretto di una metropoli.
San Marino dovrebbe già avere una fiscalità vantaggiosa rispetto al circondario per vivere degnamente ma vabbè, non è questo il punto ma forse un po’ lo è.
In Italia i DES sono le ZES (zone economiche speciali), a noi piace usare vocaboli differenti per farci riconoscere: solo in economia siamo così fluidi ed aperti alle novità, sui costumi e diritti civili siamo flessibili come i sassi dell’ausa. Le storiche ZES italiane sono nate in regioni depresse, soprattuto nelle aree portuali, per colmare il gap coi porti del nord Europa. In Repubblica non abbiamo zone depresse (a parte Faetano con tutto il rispetto per i faetanesi poverini), San Marino non ha un mezzogiorno da risanare, relativamente parlando tutto è mezzogiorno, anche se ce la stiamo mettendo tutta per essere almeno alle undici e mezzo.
Tramontata l’idea della banca pivot di celliana memoria, puntiamo al distretto pivot: come governo decidi di indirizzare una traiettoria di sviluppo su un progetto da sei/sette zeri che secondo stime ottimistiche dovrebbe spingere in avanti tutti i comparti.
Un polo del lusso economico nel campo:
Tecnologico: le imprese del DES possono investire in tecnologie all’avanguardia. Potrebbero anche trovare una soluzione innovativa per le future tecniche di costruzione per i calanco-ottimisti sammarinesi. Non si capisce però come una clientela altolocata e facoltosa possa spingere una tecnologia di questo tipo visto che sta col culo al caldo (letteralmente in un isola caraibica) e non sul bordo di un calanco a Ventoso. Viene Elon Musk e porta i suoi razzi?
Infrastrutturale: alberghi a 52 stelle, ristoranti top, Cracco, le pizze di Briatore, Salt Bae che viene a salarti il filetto di wagyu con le scaglie d’oro, una degna location per Una Voce per San Marino per portare Lady Gaga a concorrere. Che poi leggendo il progetto di investimento il cavalier Banuelos deve garantire minimo 1000 posti letto nella struttura ricettiva, che sia quello il nuovo ospedale? Brodino la sera, mela cotta a pranzo.
Formativo: circolazione di nuovi saperi e idee cavolo! Un po’ di aria fresca fa sempre bene. Ma anche scuole internazionali dove insegnare le lingue. A volte anche l’italiano, per alcuni consiglieri ad esempio.
E chissà cos’altro sviluppare ancora, perché la clientela con elevata capacità di spesa del DES è esigente, non puoi costruire un triangolo del Bermuda con The Market, Casinò e una “CES/NIE beach” di cemento e ghiaino per avere un mare nostrum ma coi pullman invece degli yacht.
Lo sviluppo economico del DES avvantaggia non solo l’economia del distretto, secondo il progetto gattipardiano che vuole scardinare tutto per scardinare l’Istituto Finanziario Pubblico in un fantomatico Fondo Sovrano Titano, deve trainare, con molti meno zeri ovviamente, anche l’economia locale (che nel nostro caso è anche nazionale) della San Marino “extra DES”. Una piccola San Marino da bere dentro una San Marino che vuole mangiare.
Per anni abbiamo vissuto e stiamo vivendo come paese “extra UE”, nel 2023 facciamo l’accordo di associazione ma teniamo una porticina d’emergenza aperta sul mare aperto, per mantenerci anche extra qualcosa. Per essere altro,col piede in due staffe nel caso non ci piaccia. Una boa, porca boa, galleggia per segnalare, è un salvagente al contrario.
Si tratta di una strategia, consentiteci, un po’ paraculo perché abbiamo visto che il polo del lusso non basta (e diranno che era chiaro non bastasse), serve il lusso di avere un polo del lusso lussuoso che impegni di più anche il polo del lusso. Un rilancio.
Perchè, alla fin fine, i sammarinesi tollerano stare alle regole della comunità che ci circonda fino ad un certo punto, ci piace respirare l’odore della polvere da sparo dell’arrembaggio dei pirati la mattina presto.
[Città San Marino] La polemica tra i commercianti dell’ex stazione ed il Segretario Pedini Amati sembrava viaggiare sui binari di una lenta querelle estiva tra flussi turistici mancati ed aperture serali negate. Improvvisamente uno scarto ferroviario ha portato Gino Giovagnoli, consigliere in quota Democrazia Cristiana, a salire sul treno dei contestatori che hanno iniziato a fischiare come un TGV. La questione pareva di difficile risoluzione, tra minacce, denunce in tribunale e bottiglie a forme di fallo, così il segretario si toglie i cazzolini dalle scarpe in conferenza stampa, i commercianti fanno la voce grossa per i treni che non arrivano in orario. Questo è anacronistico direbbe Lonfernini. Non c’è santo che tenga, allora vade retro trenino della discordia!
Serve una soluzione da quieto vivere per l’ormai ex stazione ed il vescovo Turazzi ha la soluzione, una stazione della Via Crucis con fermata consultoria obbligatoria.
B: Buongiorno! Per prima cosa vorremmo sapere da lei per quale motivo viene chiamato ‘Da Vinci’
R: Per via di una scommessa col personale dell’ISS
B: Ci spieghi meglio…
R: A me piace dipingere, quando sono venuto a San Marino la prima volta ho incontrato tutto il Comitato Esecutivo e per gioco abbiamo improvvisato una gara di pittura tra me e Rabini. Forcellini ha pescato un bigliettino ed è venuto fuori “Gioconda”. Solo che Rabini è stato suggerito male da Canti e alla fine ha disegnato una Rotonda. Ovviamente ho vinto.
B: Quale era il premio?
R: Chi ha perso si è tatuato una fetta di porchetta sulle chiappe. Ridevano tutti, ma non ho capito perché, non ho senso dell’umorismo.
B: Simpatico aneddoto, possiamo chiamarla Da Vinci d’ora in poi?
R: Preferirei Robit, il nome che mi hanno dato al primo riavvio.
B: Ci spiega perché ha scelto l’ospedale di San Marino?
R: Mi hanno detto che c’era bisogno di intelligenza artificiale, effettivamente ascoltando in radio il consiglio l’intelletto usato è come un fuoco d’artificio.
B: Praticherà anche l’interruzione di gravidanza?
R: Certo,non sono Uno di Voi
B: Prima cosa che farà arrivato a San Marino?
R: Cis Coop sta già pensando di installare l’aggiornamento “Bustrengo” per permettermi di capire le vostre strane usanze…
B: Film preferito?
R: Edward mani di forbice
B: L’opposizione sostiene che è stato acquistato soprattutto per le emorroidi, forse perché a qualcuno brucia il culo?
R: Non capisco il sarcasmo mi spiace
B: Ha già conosciuto i membri del Congresso?
R: Sì, ho controllato ad un paio di Segretari la prostata. Tutto a posto.
B: Come hanno reagito? Si sono subito fidati?
R: Mi ha colpito un Segretario che mettendo uno dei miei dito robotico nel culo si è messo a cantare: “Mi ricordo sbornie verdi e le corse di un bambino..”. È stato un momento piuttosto stravagante.
B: Conferma il costo di tre milioni di euro?
R: In realtà sono 2.999.999 da Amazon, Righi ci tiene a farlo sapere.
B: La Federazione Pensionati della Cdls è fermamente contraria al suo acquisto, cosa ha da dire al riguardo?
R: Mi spiace, i pensionati volevano assistere alle mie operazioni come guardare un cantiere. A me non danno assolutamente fastidio perché non mi deconcentro mai, quando però hanno detto all’umano: “Quel taglio lo farei lì”, il dottore li ha invitati ad uscire dalla sala operatoria.
B: Interviene anche nei casi più disperati di operazioni bancarie?
R: Va bene che sono all’ avanguardia ma ho 6 braccia robotiche indipendenti, sai quanti ‘Tiè’ posso fare?
Dalla centrale del latte alla nuova figura del consigliere bipartisan, risse eccellenti e presunti piselli ai quattro venti, rinvii a giudizio e Eurofestival, stai Serenissima, svolta green o sbornia green, siccità – manca l’acqua ma soap box si fa – la svolta fossile. Tutto questo è San Marino.
Febbraio.
Della Centrale del latte si dibatte:
[FINESTRA SUL LATTE]
Il Centralismo Sammarinese
“L’Urlo di Mung” (2022)
Artista Sconosciuto
scuola di Acquaviva
(Panna su Tela)
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San Marino Expsd: Iro Belluzzi passa all’opposizione ma rimane in maggioranza