Curiosa scenetta quella accaduta sul Pianello al termine dei lavori del Consiglio Grande e Generale dove era stata appena approvata la legge di bilancio. Il capogruppo del Partito Socialista, uscito da Palazzo Pubblico, è stato fermato da una folla di bambini che, saliti in centro storico per il Natale delle Meraviglie, lo hanno scambiato per Santa Claus. Invece di incontrare l’omone in calzamaglia rossa però, si sono trovati davanti ad un omino con, sì la barba bianca, ma con un completo grigio e cravatta blu.
Per i bimbi accorsi sul Pianello più che meraviglia si è trattato di un natale dello stupore:
– “Ma come sei magroooo!”
– “Sai, la spending review…”
– “Il mio babbo dice che quando si usano le parole inglesi in mezzo alle frasi c’è sempre una fregatura”
[…]
– “Babbo Natale, Babbo Natale perché sei vestito così?” – chiede curioso un altro bambino mentre tira il moccio su col naso per evitare che gli coli sulla faccia.
– “Perché ero seduto là dentro”
– “Noi a scuola ci fanno mettere il grembiule ma cosa facevi là dentro?”
– “Impacchettavamo i vostri prossimi regali”
– “Ma in quanti siete?”
– “Siamo in sessanta ma contiamo poco, sono gli altri dieci che fanno i veri pacchi”
– “Ma quindi Babbo Natale non conta niente?”
– “Non ho detto questo, c’è un Congresso che decide chi è buono e chi no”
– “E perché decidono loro chi è buono?”
– “Perché gli sono state mandate diverse letterine nel 2012 con tante preferenze”
– “Ma la mia mamma dice che quei numeri lì era meglio giocarli a tombola”
Autore: Muzio Scavolani
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Paride Andreoli scambiato per Babbo Natale, costretto a raccontare favole ai bambini. Quello che fa di solito coi suoi elettori
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Polo della moda. La maggioranza chiede stop alle firme, Moschino e D&G girano i tacchi!
Governo e maggioranza promuovono il polo della moda ma ora chiedono di sospendere le firme. Le firme rimangono perplesse e chiedono cosa devono fare. La tensione corre sul filo, di seta. Tessere o non tessere? Questo è il problema. Nel frattempo il comitato referendario fa spalline e va avanti, anche se non vanno di moda. La moda di questo Natale è la barba glitterata, Paride Andreoli ci sta pensando anche se non riceve i consensi necessari. Insomma c’è chi raccoglie le firme, chi vuole le firme e poi chiede di fermarle, la matassa è ingarbugliata. Il referendum è un vestito ancora troppo stretto, meglio una comoda vestaglia. La nuova collezione referendaria primavera/estate potrebbe tardare ad arrivare; è già stato formato un comitato referendario che chiede l’estensione del calendario, il 2016 è quindi a rischio.
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Barascoop di RTV: Carlo Romeo farà una seduta spiritica per intervistare Licio Gelli
“Gelli, se ci sei scoppia una bomba”.
Nuovo taglio giornalistico per la Tv di Stato con le interviste a distanza; paese abbastanza piccolo per fare domande.
Dopo l’esclusiva intervista di Rtv via skype dello skypper Lolli che è skyppato in Libia a seguito del crack della RiminiYacht, è partita la prima di una serie di interviste “esempi da non imitare”. Nella prossima puntata in collegamento satellitare ci sarà il parrucchiere di Kim Jong-Un, il dittatore nordcoreano che ha imposto ai suoi generali il suo taglio di capelli. L’emittente sammarinese non si ferma, dopo Lolli che ammette di combattere l’ISIS, è già in programma una chiacchierata con Livio Bacciocchi su Whatsapp (combatte contro l’ISS?), Fiorenzo Stolfi al videocitofono e Gabriele Gatti nel confessionale. Sembra quindi che le interviste non finiscano mai…
Il nuovo taglio del Dg. -

Indennità plenaria. Mussoni: “Chiamatemi Francesco” e si candida alla guida della DC
Habemus marcia indietro. Dopo un anno passato a dimezzare le indennità di malattia arriva l’annuncio. Per Francesco si aprono le porte automatiche dell’ISS e dal soglio di Ponte Messa arriva un annuncio della madonna! Dalla CSU (Conclave Sinodo Unitario) è arrivata la firmata bianca dopo mesi di fumate nere. Francesco, dopo aver abbandonato la carrozzina, si prepara alla scalata di via delle Scalette: “Sogno una santi… sanità povera ma caricatevole”. Intanto dall’ISSanta Sede arrivano voci che Morganti (Cultura) sia in fila al laboratorio analisi perchè dice di essere stato l’unico ad essere stato dissanguato dai tagli ed ora ha bisogno di una trasfusione. Arzilli (Industria) è al reparto maternità da più di un anno in attesa della nascita del Pupo Scientifico Tecnologico ma pare ci siano delle complicazioni per la posizione del feto. La Mularoni (Territorio) sta girando per i corridoi ad abbassare la manopola della temperatura perchè fa troppo caldo. Belluzzi (Lavoro) è in camera mortuaria, si sta accanendo su un corpo defunto. Valentini (Esteri) sta costantemente nella cappella a pregare che non tocchi a lui decidere, mentre Venturini (Interni) osserva compiaciuto la doppia rotonda dalla finestra sperando che prima o poi ci passi anche un trenino. Lonfernini (Azienda Servizi) è dall’oculista, crede di passare sotto una porta a porta, ma solo perchè vede doppio. Mentre Capicchioni (Finanze) è sconsolato dal logopedista perchè non sa come pronunciare ‘voluntary disclosure’.
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San Marino, in mille armati di motosega per abbattere alberi e chiedere alla Caterpillar di venire ad esibirsi a San Marino
Dopo “Rockin’ 1000” che ha visto un migliaio di musicisti esibirsi contemporaneamente per chiedere ai Foo Fighter di tornare a suonare a Cesena, San Marino non perde occasione per sfruttare l’idea ed organizzare un evento di grido (forestale). Lo afferma la Micologica che svela i piani di quello che probabilmente doveva essere un evento a sorpresa. Già da diverso tempo gli alberi che vengono abbattuti sono pochi e cadono singolarmente, è ora di fare qualcosa di veramente collettivo, ma serve un’idea folle. Bisogna organizzare qualcosa che faccia parlare e che arrivi direttamente alle orecchie della Caterpillar in modo che la prossima volta basterà un bulldozer. Già in mille hanno dato l’adesione all’Ugraa armati di motosega, ora serve un posto dove esibirsi e pare sia stato già trovato in quel di Galazzano dove c’è un intero bosco da sfoltire. Il crowfunding lanciato da qualche giorno ha già visto la partecipazione come sponsor principale gli stuzzicadenti Samurai. Da governo ed Ugraa continuano ad arrivare messaggi ambigui per creare aspettativa, i fan si incuriosiscono e si chiedono: che è “Sboschin’ 1000” ?
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COP21. Renzi e Stefanelli tentano l’accordo sul clima coi 150 leader mondiali: proposto l’abbassamento del riscaldamento in sala
Clima cordiale ed amichevole ma forse 25 gradi erano troppi. Così i Capitani Reggenti hanno trovato lo storico accordo assieme ai 150 “grandi della terra” riuniti a Parigi, tra questi il presidente Obama volato a Parigi direttamente da Washington DC, mentre la Stefanelli solo dalla DC, che saluta i nostri Capitani Reggenti in modo caloroso: “Yes, we AP!”, rivolgendosi a Nicola. Tiepido invece il saluto di Renzi a Renzi: “San Marino chi?” forse impegnato a twittare con banca d’Italia per verificare gli effetti della voluntary disclosure.
Durante la conferenza, i 150 leader mondiali si sono scambiati pareri ed opinioni su vari tempi: isis, sicurezza, Volkswagen, meteo, vacanze, gossip, poi finalmente si è parlato di clima quando uno dei centocinquanta ha esordito con: “Ma non è un po’ troppo caldo qua dentro?”. In pochi istanti tutti i presenti alla conferenza hanno iniziato a ragionare su un ordine del giorno condiviso per votare l’abbassamento della temperatura in sala. Dopo un confronto iniziale con diverse posizioni espresse: “facciamo un grado”, “meglio un paio”, “toglietevi la camicia di flanella!”, “vorremmo il condizionatore ma ci adattiamo”, “vorremmo il condizionale”, “provate il cotone”, ben presto si è arrivati al primo storico accordo che vede la convergenza di tutti i leader mondiali per un clima davvero favorevole. La manopola del riscaldamento è stata infatti posizionata su 20 gradi in modo da consentire ai leader della terra di continuare a parlare dei grandi temi, come in una comune sala d’aspetto di un ambulatorio qualsiasi. -

Padiglione San Marino rimontato al contrario. Turisti infilzati sulle forchette del pavimento
Il Natale delle Meraviglie è alle porte e immaginarlo non basta, occorre viverlo, anche al contrario. Nei giorni scorsi la struttura utilizzata per rappresentare San Marino all’Expo di Milano è stata accuratamente smontata per essere ricollocata in centro storico. Qualcosa però dev’essere andato storto nelle operazioni logistiche; pare infatti che gli smontatori della fiera abbiano erroneamente chiuso le casse di imballaggio inserendo le istruzioni di montaggio del padiglione svedese.
Come noto le tecniche ‘fai da te’ svedesi sono conosciute in tutto il mondo per la varietà dei componenti utilizzati e dei moccoli che può generare il montaggio dei loro mobili a chi si accinge alle operazioni per la prima volta.
La squadra manifestazioni ha comunque fatto il possibile ed il padiglione è stato perfettamente riprodotto nella galleria della Carisp. Purtroppo è stato rimontato al contrario, col soffitto sul pavimento e viceversa; ora tutto il padiglione risulta capovolto e già c’è chi grida all’immagine distorta che viene data all’esterno del sistema paese. Le statistiche sulla raccolta differenziata infatti sono ribaltate e mostrano percentuali discutibili quando invece è vero il contrario: siamo una nazione a rifiuti zero. Aperte le porte del padiglione alcuni turisti sono però rimasti incastrati nel design del pavimento ma sono stati prontamente sfilati dalle loro scarpe incastrate nelle forchette. Come risarcimento è stato donato loro un buono per l’acquisto di nuove calzature. Per ovviare all’inconveniente i tecnici stanno elaborando un tappeto di dadini di salumi e formaggi. -

Allarme sicurezza. Tre sospetti fermati al confine con strani contenitori, presepe a rischio
Volevano recarsi in Città per trovare dei conoscenti che avevano dato alla luce il loro bebè ma gli uomini delle forze dell’ordine, dopo alcune segnalazioni pervenute al comando, si sono insospettiti. I tre uomini sono stati portati in comando per accertate le loro identità ma rilasciati poco dopo; dovranno recarsi all’Ufficio Tributario ad espletare il T2. L’allarme però resta alto, forse è questo il motivo per cui nessuno riesce a spegnerlo.
Nella notte è partita un’operazione congiunta di tutte le forze di polizia; un agente è stato accusato di avere percosso una signora fermata di notte con le scarpe tutte rotte, mentre un gendarme in borghese blocca agente di polizia in borghese, scambiandolo per sospetto. A quel punto un agente di polizia tenta di bloccare sospetto gendarme in borghese ma l’altro è più veloce. Poliziotto e gendarme, entrambni in borghese, si arrestano simultaneamente. La politica si interroga e chiede la moviola per le strade, la Fifa ci pensa e la popolazione ha fifa e fa il tifo: “Chi non salta (in aria), terrorista è!”
Partita poi un’azione combinata di polizia e gendarmeria che ha portato all’arresto di tutte le guardie di rocca in borghese durante la cena del corpo. Perquisite le cucine del ristorante e sequestrati due padelloni di cipolle gratinate, si sospetta materiale per la costruzione di ordigni chimici. Sempre durante la notte fermato un sospetto in centro storico che si aggirava vicino a tutti gli uffici governativi, dagli accertamenti si è poi scoperto essere Paride Andreoli. Attimi di panico a Palazzo Pubblico per un trolley sospetto lasciato incustodito ma era solo il cestino della colazione di Marino Riccardi.Per quest’ultima notizia aspettate le prossime breakfast news!
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Ugraa lancia la campagna: “Abbattere una pianta per ogni deceduto”
Anche la morte può esser un’opportunità, non solo una disgrazia. Mentre a Fiorentino viene lanciata la giornata nazionale dell’albero con la campagna un nuovo albero per ogni nato, dall’Ufficio Gestione Risorse Ambientali ed Agricole arriva la proposta per riutilizzare gli alberi ormai cresciuti. In caso di decesso infatti, le piante messe a dimora verranno abbattute per utilizzare il legno per la bara del defunto. Una vera e propria filiera corta: nasci, pianti, muori e abbatti. Con la longevità dei sammarinesi, gli alberi fanno in tempo a crescere a sufficienza per ricavarne tavole della misura adeguata. Nel progetto dei promotori viene raccolta la sfida del riutilizzo completo assieme ai comuni limitrofi, attuando una vera e propria sinergia. La solerzia dell’Ugraa quando c’è da tagliare un tronco è leggendaria, per questo si è offerta anche per il taglio di alberi fuori confine, se il defunto è frontaliero.



