San Marino: è quasi caduto il governo di Adesso.sm, il quasi è d’obbligo perché sotto sotto il tira molla va avanti da parecchio, nonostante il fatto che buona parte della popolazione abbia da tempo lo spumante nel frigo, pronti a stappare.
I quattro dell’apocalisse, Matteo Ciacci e Luca Boschi di C10, Alessandro Bevitori e Giuseppe Maria Morganti di SSD, hanno tenuto ieri una conferenza stampa dopo avere presentato alla Reggenza la proposta del “tavolo istituzionale” sul quale giocare la briscola condivisa, una bella briscola di fatto, adesso che i carichi non ci sono più e sono rimasti solo gli scartini.
Repubblica Futura non è della partita, loro che solitamente danno le carte e mandano a mucchio a discrezione, minimizzano e accusano la doppia coppia di fanti di protagonismo: dal canto suo Bevitori che vede il bicchiere mezzo vuoto, mentre Morganti è ormai noto nel fare un passo indietro e uno avanti. Boschi poi non si sente più tranquillo vicino a Michelotti, “l’altro giorno mi ha accarezzato il tronco e mi ha chiamato Leccio, ho avuto un brivido sotto al corteccio”, avrebbe dichiarato in Ufficio di Presidenza. Ciacci, infine, sono mesi che gira e incontra a trattare inciuci, tanto che ormai nell’ambiente politico è soprannominato Inciacci. Dal dicembre del 2016 non gli va giù quella segreteria sfumata tra le dita quando ormai assaporava già mi gusto il turismo. E ancora di meno il fatto che ne hanno date due a Michelotti pur di non darne una a lui.
Ma Adesso, al di là dei personalismi e delle opposizioni a prescindere, come vogliono farci intendere i quattro dell’ave Giuseppe Maria, necessita essere tutti compagni di bilancio, che è finito il tempo delle merende, prima che il nonno cada dalla sedia. Perché stavolta sembra proprio essere qualcosa di più corposo di una scoreggia. Con buona pacificazione di tutti.
Buongiorno egregio direttore, mi chiamo Pino Marino e da decenni ormai svolgo in Repubblica la mia mansione lavorativa con scrupolo e dedizione in riferimento a quanto richiestomi.
In tutti questi anni poi, insieme a tutti i miei compagni frontalieri di reparto, mai abbiamo richiesto adeguamenti del trattamento economico o delle condizioni lavorative, anzi ci siamo integrati nel territorio alla stregua dei nostri colleghi indigeni, felici e soddisfatti di svolgere al meglio la nostra opera, considerandoci, dopo il tanto tempo trascorso sul monte Titano, praticamente autoctoni. Talmente integrati che, se avessimo ricevuto il diritto di voto, avremmo dato tutti la preferenza unica a Michelotti. Quella volta. Adesso no di sicuro.
E’ vero che ultimamente si legge che l’occupazione dei lavoratori frontalieri è sensibilmente aumentata in percentuale a danno dei lavoratori sammarinesi, ma l’insediamento della nostra colonia nel territorio è ormai lontano nel tempo e, oltre a disparati piccoli gruppi, come ben tutti sanno, grandi insediamenti di membri della nostra popolazione sono altresì presenti in zone strategiche di San Marino, nelle quali incessantemente da sempre svolgiamo al meglio la nostra attività per il bene della comunità. Di contro, purtroppo, è recente la triste notizia di ulteriori tagli di personale verso il nostro settore, che hanno colpito altri ventuno membri della nostra categoria.
Quindi siamo abbastanza perplessi e depressi, anche se non siamo cipressi, nel constatare come, ultimamente, molti nostri colleghi vengono distolti dalla loro funzione, letteralmente sradicati dal tessuto sociale, abbattuti nel morale e nel fisico.
Ma noi siamo esseri tosti, scolpiti con l’accetta – si fa per dire, eh – abituati a lavorare al meglio in ogni condizione climatica e atmosferica, siamo quelli che mangiano anidride carbonica e cagano ossigeno, educati da sempre ai fatti e non alle pugnette. Non alle seghe però, quelle ci fanno paura.
Caso Targhe. TUNZ TUNZ TUNZ – Attenzione c’è da spostare una macchina targata San Marino, è un diesel! – TUNZ TUNZ TUNZ
Amicizia Italia-San Marino.
Rafforzare i rapporti diplomatici con l’ambasciatore e la consolle!
Sicurezza e forze dell’ordine.
– Porta tuo figlio a San Marino, abbiamo il Segway! Niente giri sul moscone moscovita con Savoini
Economia e giustizia.
– Suuuu le maniiii sui 49 milioni!
Partnership politica
– Yes We Canti!
Politica estera
– Se capita, non immatricoliamo la SM Watch sul registro navale
Rapporto con l’opposizione.
E allora il PDJ?
Viabilità.
– Dai Matteo vieni a fare un giro sul gommone d’aria di Michelotti. L’ho gonfiato io! Intanto facciamo il trenino! Papeetetetete!
Tecnologia.
Se vieni a San Marino con Siri,oltre al mutuo, gli facciamo registrare le vocine per un nuovo assistente vocale!
Comunicazione.
Ci serve una nuova strategia. Ci presti Luca Morisi come Social Lega Manager?
Nota finale di redazione.
La DC sale sempre sulla moto d’acqua del vincitore.
Ah, la Mularoni al Papeete e Venturini a Corianino, dall’happy hour alla processione per la Madonna della Neve.
(Cattolica – Costa Biancoazzurra) Dopo il naufragio del piano d’acquisto della Lunalogic (*), con il piano B non ancora definito nei dettagli, irrompe sulla scena il cosiddetto piano C come Cattolica, per dare un calcio alla crisi bancaria!
Del resto il cattolicesimo è alla base delle nostre radici e della nostra storia per cui è apparso chiaro che l’unico modo di risolvere l’intricata questione del Cis era invocare la Madonna. Dopo l’ora di religione Cattolica nelle scuole è l’ora di portare a Cattolica la banca. Cattolica val bene una banca malmessa. C’è chi non nasconde l’entusiasmo per l’operazione del trasferimento dell’Istituto che potrebbe già chiamarsi CICS (Credito Industriale Catto Sammarinese) e raccoglierà sia i fondi di buona volontà che quelli di dubbia moralità. Porgi l’altra guancia e porci con le ali.
Banca Centrale sta lavorando alacremente a questa rocambolesca ipotesi e, tra i sostenitori del trasferimento cattolichino, trapelano alcuni rumors su chi potrebbe dirigere l’Istituto: si tratta dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava designato per costruire l’Ente Ponte che arriverebbe fino alla costa. Perchè l’operazione, qualsiasi essa sia, costa. E poi Cattolica non è sconosciuta sul Titano perchè il prossimo anno ci giocherà il San Marino Calcio, o meglio il Cattolica SM.
– “Perché non trasferire lì anche la banca dissestata?” afferma con piglio deciso il Presidente della Federazione Tura. E come si sa, chi la Tura la vince!
Fingere e fingeremo.
(*) Di seguito la ricostruzione in esclusiva su come si è svolta la trattativa fallita di acquisto del CIS denominata come “La negòciation pour le Banque Camembert”
– Banque Central?
– Sì
– Bonjour, nous sommes de la société LunaPark du Luxemburg
– Salve, mi dica
– Nous avons una fondue d’investissement que les fermé, ça s’appelle Strabicos e nous volevom faire une bonne opération in Saint-Marin
– Potete essere più precisi?
– Avez-vous verameint bisogn de tout cet euro pour comprer le Cis?
– Beh la cifra è quella messa sul cartellino che vede esposto
– Una réduction? Il y a saldi en Luglio!
– Quanto siete disposti a versare?
– Nous offrons 1/5 de celui demandé, le reste nous payons dans 10 ans. Le reste met quelque chose dans le fonds di pensioned, tent cus chi fa i pensioned avec tout cet Euro? Ah, nous avons aussi une collection de joueurs Panini de 1970 à 1990 et il y a des figurines impossibles à obtenir de grande valeur, nous avons un Bergomi avec une moustache
– Grazie le faremo sapere
In merito alle notizie apparse sulla stampa locale del progetto di utilizzo dell’aerodromo di Torraccia per l’attracco di dirigibili di ultima generazione siamo a smentire categoricamente le presunte voci di un nostro coinvolgimento nella vicenda.
4/5 A.A.A.
11/5
[Eighties News] “Ecco arrivare i Barbapapà – Barbapapà nella famiglia Barbapapà – vieni con noi dai Barbapapà tu li vedi trasformare come gli va”
Barbacucco!
14/5
[La settimana enigmistica]
Uno sceicco saudita con passaporto inglese vuole comprare la banca di un ingegnere sammarinese che ha il consolato croato nello studio ai tavolucci, sentendosi truffato denuncia l’ingegnere al tribunale di Rimini che a suo volta lo contro denuncia al tribunale del Lussemburgo. Ecco cosa viene fuori se si uniscono i puntini
30/5
[Only @ Triple Peaks] inodnarG oniraM id atrepa aretteL “The man from another place”
I periti e gli esperti d’arte arrivati alla filiale della banca ZAC! per l’ennesima perizia sul “famigerato” crocifisso di Michelangelo, conservato in una cassetta di sicurezza, sono rimasti allibiti quando, all’apertura della medesima, avvolto in un foglio di carta di giornale con scarabocchiato sopra |Armando| si sono ritrovati ad analizzare un pupazzetto di Zorro.
Quello che a primo avviso può apparire uno scherzo di cattivo gusto se non una burla, alla luce delle recenti dichiarazioni contenute in un memoriale di un noto politico italiano, può rivelarsi in realtà uno spinoso caso internazionale, nel quale si intrecciano problematiche legate a potere e finanza.
I fatti salienti sono due, lontani anni luce tra loro, ma inspiegabilmente incrociano le sorti proprio a San Marino.
Anni fa sparisce misteriosamente il pupazzetto di Zorro di Matteo Salvini bambino, qualche mese fa Armando Siri accende un mutuo senza apparenti garanzie in un istituto di credito del Titano. Non ci sarebbe apparente legame tra i due avvenimenti, se non che per un errore dell’addetto che ha consegnato la cassetta di sicurezza sbagliata ai critici d’arte, salta fuori clamorosamente un pupazzetto di Zorro analogo a quello scomparso.
La vicenda sembra davvero complicata, al momento non è dato sapere se i due soggetti coinvolti avessero frequentato lo stesso asilo, né tanto meno se, come vorrebbero ipotizzare i più maliziosi, l’eventuale Zorro di pezza dall’inestimabile valore sentimentale fosse stato depositato a garanzia indebita di un ipotetico debito ad accensione vocale.
Contemporaneamente sembrerebbe (coincidenza?) che la Segreteria degli Esteri sammarinese stia intrattenendo trattative, ancora più segrete del solito, col ministero degli Interni italiano in un clima alquanto teso ed al limite della normale dialettica politico-istituzionale. Si parlerebbe addirittura di uno stralcio di una intercettazione telefonica tra non precisati N. e M., dove è stata utilizzata una complicata codifica per risultare incomprensibile ai più.
In esclusiva lo stralcio:
N: “Se intero rivuoi il pupazzo nero, considera il caos targhe come un problema vero”
M: “Se la pace volete fare, voglio l’approvigionamento alimentare”
N: “Caciotta?”
M: “Con le noci.
…
Bacioni”
Intanto i vertici dell’istituto Zac stendono un lenzuolo pietoso.
Dal fatidico giorno in cui Elio e i Trasporti Appesi sono approdati alle pendici del monte Titano tutto è cambiato, facendoci entrare nell’Era della Fantasia al potere. Ora società sparse in tutto il mondo vogliono illustrare le loro soluzioni innovative e considerano il Baracucco l’ideologo ufficiale della Segreteria al Territorio. Una sfida difficile, inizialmente respinta, ma che con umiltà e spirito d’abnegazione abbiamo accettato istituendo la task force CFP (Centro Formazione Proposte) che ha il compito di raccogliere le idee pervenute alla nostra redazione per stilare un pacchetto complessivo da presentare alle istituzioni sammarinesi: Nuova Agenda per lo Sviluppo + Videocorso in 10 lezioni + Rilegatura in pelle di stagista in crisi di panico da sanatoria edilizia.
Una delle proposte arriva da una società sudamericana specializzata nei trasporti e tele-trasporti, che ci ha indicato un innovativo sistema di collegamento rapido fra Rimini e San Marino. Raggiunto telefonicamente il capo progetto, l’ing. Gustavo Los Lancios: “E’ una idea rivoluzionaria che potrebbe fare molto comodo a realtà dove si tratta di coprire brevi distanze in poco tempo by-passando l’annoso problema del traffico”. L’Ing. Gustavo Los Lancios, pensa che San Marino possa essere interessato visto il rilancio del turismo e la prossima nascita del Polo della Moda che hanno nella percorrenza della superstrada, un collo di bottiglia per l’arrivo a destinazione. “Il nostro progetto prevede la realizzazione di una mega catapulta che lancerà direttamente i visitatori da una zona individuata vicino al GROS di Rimini, quindi non lontano dall’aeroporto di Miramare, proiettandoli direttamente in una o più aree da identificare. Una zona potrebbe essere a Rovereta, nell’ampio parco di fronte all’ASA, per coloro che vogliono recarsi al Polo della Moda ed un’altra al parcheggio 7, per coloro che desiderano visitare il Centro Storico di San Marino” . L’ing. Los Lancios, rinomato scienziato, che è stato vicino al Nobel per la Fisica per il sistema di convogliamento delle code agli sportelli pubblici attraverso un sistema di tubi idraulici sottovuoto che assicura il rigoroso rispetto dell’ordine, garantisce la sicurezza del progetto Catapulta.
“I visitatori verranno accuratamente pesati e misurati prima del lancio, onde stabilire con certezza la traiettoria del corpo volante, che comunque verrà dotato di un paracadute di sicurezza. La probabilità di errore è dello 0,001%, quindi accettabile. E’ un sistema rapido ed economico. Si tratta di dotare le zone di lancio e di arrivo, sia in andata che ritorno, di una catapulta di ultima generazione in grado di contenere fino a 8 persone e di predisporre materassi gonfiati ad elio nelle zone di atterraggio dei corpi”. In parallelo il Centro Ricerche Togni sta lavorando al progetto dell’Uomo Cannone per un sistema all’avanguardia nel campo dei corrieri espresso. Dagli Stati Uniti invece arriva la proposta shock di un team di scienziati capitanata dall’eccentrico dott. Manhattan che risolverebbe non solo la questione energetica della Repubblica di San Marino ma risolverebbe perfino il più grande dei nostri problemi, avere un Congresso di Stato. “L’Italia ha boicottato il ricorso all’energia nucleare col referendum trent’anni fa, sull’onda emotiva di quanto avvenuto a Chernobyl, San Marino può diventare la più antica terra della radioattività”. La proposta prevede l’installazione di una centrale nucleare interrata nei calanchi. “Grazie alla collaborazione coi colleghi americani saremo in grado di trasportare una centrale già funzionante coi dirigibili, basta solo attaccarla alla presa di corrente”. Oltre a coprire l’intero fabbisogno energetico, rivendere l’energia in eccesso ai comuni limitrofi, illuminare tutti i totem ai confini ed avere targhe verdi grazie alle emissioni di uranio, si potrà raggiungere la piena efficienza della Pubblica Amministrazione; finalmente competitiva con costi contenuti grazie alla collaborazione con importanti istituti nel campo della ricerca genetica che permetteranno di avere meno dipendenti ma con più braccia, progettisti con più teste, postini con più gambe. Un’occasione da non lasciarci sfuggire, se Marino avesse avuto tutta questa energia a disposizione a quest’ora non si parlerebbe della leggenda dello scalpellino venuto da Arbe ma del motopicconatore con tre occhi apparso dalla palude.