Dalla piada e le bolle alla piada e le bolle papali. La sfoglia rotonda del Consorzio saluta il nuovo millennio con un innovativo impiego ed apre la strada ad interessanti opportunità commerciali. Dopo il successo all’Expo di Milano infatti, i prodotti Terra di San Marino sbarcano nella più piccola monarchia assoluta del mondo. Le ostie, in fondo, sono piadine piccole piccole piccole e la visita in Vaticano è stata l’occasione per invitare Papa Francesco a salire sul Titano per seguire le fasi della preparazione della piada sammarinese che, ci auguriamo, potrebbe invadere i mercati di tutto il mondo tra chiesette, chiese, duomi e basiliche. La ricetta verrà rivisitata, con la possibilità di avere l’impasto all’ortica per i peccati più gravi. L’iniziativa di Lonfernini non è piaciuta all’ala più conservatrice del partitone scudo crociato, dopo la foto assieme al Papa sono arrivate le prime accuse: “Non vogliano un corpo di Cristo precotto!”. Il Consorzio cercherà di trovare una mediazione plausibile.
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Flop del musical AASS “Il grande rifiuto”
(Fumata nera) Fiasco totale per il debutto della commedia (o per meglio dire farsa) musicale in due anni dal titolo “Il grande rifiuto”, sottotitolo “Ma che c’importa del porta a porta”.
RECENSIONE: L’allestimento, costato cifre da musical di Bollywood, vede all’opera le maestranze Aass, anche nelle vesti di attori improvvisati. Molti elementi (e che elementi) dell’orchestra dell’Azienda se la suonano e se la cantano autonomamente, generando una cacofonia inconcludente su cui svetta la prestazione solista di Valli, che non apre bocca ma fa un gran casino. La confusione derivante dal direttore Aass aumenta con la totale incapacità del maestro Lonfernini, che vorrebbe dirigere la melodia con tempo prestissimo ma si stanca subito e si distrae troppo facilmente con i commenti negativi dei presenti e rivolgendo i suoi pensieri al buffet. Gli spettatori schifati hanno espresso il loro disappunto con fischi e lancio di oggetti indifferenziati.
IN SINTESI: solo una scarsa percentuale del pietoso spettacolo si salva, mentre tutto il resto è da buttare e non lo si potrebbe riciclare nemmeno per “I talenti dei castelli”.
VOTO: 0/5 -

La sanità cambia con il nuovo format “Chi vuol essere Walter White?”
(Breaking ISS) Tempo di cambiamenti nelle farmacie. Troppo lunghe le code, troppo costosi i dentifrici, troppo imbarazzanti le richieste tipo “Una confezione di Zigulì ed un pacchetto… ehm… di questi”. Per non parlare del solito problema di non trovare Viagra sotto banco (che se ti chini son dolori) o di dover ascoltare le tristi storie di emorroidi di chi ci precede, raccontate con dovizia di particolari al farmacista di turno. Ora il vulcanico Mussoni lancia nuove professionalità tramite l’innovativo format “Chi vuol essere Walter White?”: dieci aspiranti farmacisti dovranno dimostrare di essere capaci di creare medicinali anche a domicilio con quello che trovano, destreggiandosi tra chimica e bollettari farmaceutici contraffatti. La trasmissione verrà inserita nel palinsesto di SMTv e vedrà il gradito ritorno alla conduzione di Luciano Onder. Il casting per il pubblico in studio è aperto, tenendo presente che gli ipocondriaci avranno la precedenza e gli spettatori verranno sorteggiati per testare in diretta il risultato della sfida finale a due in stile “La prova del cuoco”. Indiscrezioni sulla prima puntata parlano di realizzare una supposta masticabile ed un’aspirina effervescente ad uso rettale. Vi sentite già poco bene? E’ tempo di cucinare.
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Facebook: Governo vieta assolutamente di postare foto “tramonto di San Marino”, dicitura che lede il prestigio, allusiva e porta anche sfiga.
Facebook: Governo vieta assolutamente di postare foto “tramonto di San Marino”, dicitura che lede il prestigio, allusiva e porta anche sfiga. Al bando la strumentale e subdola tecnica usata dalle opposizioni.
Dopo “piove governo ladro” modo di dire oramai obsoleto, ha preso sempre più piede ultimamente il detto “tramonto di San Marino” #SanMarinosunset , accompagnato da fotografie edulcorate pubblicate ad arte sui social network per distrarre l’attenzione dal vero significato del testo. Cosi il Congresso di stato è dovuto correre ai ripari.
Decreto legge e ordinanza attuativa: “A partire da oggi, domenica 17 gennaio 2016, è vietato in maniera assoluta postare su Facebook e altri social network fotografie del cosiddetto “tramonto di San Marino”, da ogni punto di vista e con qualunque condizione metereologica esso appaia. Siffatte immagini accattivanti e pretestuose in realtà sottendono a secondo fine, essendo allusive, fuorvianti e portatrici di iattura, per non dire sfiga. Mirano altresi, come altre iniziative in corso attualmente, al disfattismo più bieco.
Ogni volta che viene pubblicata una suggestiva immagine del tramonto sul Titano un membro del governo si tocca i maroni, diversi gli scongiuri per le signore con paliativi, ritenendo che la vera intenzione degli innumerevoli tramonti postati da tantissime persone, sicuramente in opposizione con il Governo, sia proprio quella di tirargliela all’esecutivo del Bene Comune.
A far data da oggi quindi si consiglia e si invita la popolazione responsabile a fotografare e postare con titanico entusiasmo solamente rosee e fulgide albe, foriere di un messaggio positivo e propositivo.
In questo delicato momento storico non possiamo permetterci il lusso di non essere coesi, non possiamo permetterci il lusso di non avere come obiettivo il bene comune. L’unico lusso che possiamo permetterci è quello del polo.”
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Banca Centrale, un candidato si ritira. Fatale il programma a 60°
Dei 46 candidati alla presidenza dell’istituto si era passati a 3. Ora, clamorosamente siamo a 2 e 1/2! Sì, perché qualcosa deve essere andato storto nelle operazioni di scrematura della maggioranza per scegliere il presidente. Pare che uno dei candidati si sia visto macchiare sia la giacca che la cravatta; a nulla sono serviti i tentativi di candeggio, tant’è che l’uomo dopo un abbondante risciacquo si è ritirato. Non sono ancora chiari i motivi del ritiro, la causa potrebbe essere stata la temperatura troppo alta oppure il taglio precipitoso dell’etichetta con le istruzioni di lavaggio. Dalla maggioranza trapela comunque un certo grado di ottimismo:”Tanto quello non l’avremmo messo”. La sensazione è quindi che ci sia già un capo prescelto ma si deve attendere la decisione dell’Omino Bianco, mentre dall’opposizione si alzano cori di disappunto: “Anche stavolta hanno scoperto l’acqua troppo calda”.
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Mazzette nei cantieri, solidarietà degli operai ai condannati: “Chissà con cosa dovevamo piantare i chiodi!”
Mazzette nei cantieri, no alla strumentalizzazione, si alla strumentazione.
Dopo la solidarietà del Consiglio di Amministrazione di Cassa, confermata anche dai dipendenti della stessa verso il direttore indagato, anche tutti gli operai dei cantieri si schierano apertamente a favore dei tre condannati di ieri in via definitiva per il processo sulle mazzette nei cantieri.
In una breve nota a mezzo stampa gli operai edili esprimono la loro solidarietà ai tre condannati, evidenziando tra l’altro come “in tutti i cantieri ci siano decine di mazzette, mazze, martelli, picconi, badili e soprattutto molte cazzuole. Chissà con cosa dovevamo piantare i chiodi! Non vorremmo che questa sia solamente una mera strumentalizzazione della strumentazione.”
Da Sinistra Unita, da sempre vicina al mondo operaio, confermano a loro volta di avere levato per tempo falce e martello dal simbolo proprio per evitare possibili strumentalizzazioni.
Alla luce dei fatti la magistratura indagherà su tutti i ferramenta.
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Opposizioni Pictures presenta “La grande scommessa politica”
(Cinema Concordia) Dopo le elezioni dell’anno 2008, la gestione politica sammarinese appariva più stabile e florida che mai. Chiunque chiedesse un favore, preferibilmente legato ad un posto di lavoro sotto la PA o allo sblocco di un terreno, era quasi certo di ottenerlo. Per questo, quando quattro outsider, Civico10, R.E.T.E., Per San Marino e San Marino 3.0 (a dire il vero uno di questi più che outsider aveva un certo che di “déjà vu”) si presentarono in campagna elettorale per scommettere sostanzialmente contro l’andamento del sistema, nessuno gli negò la possibilità di farlo, e anzi gli risero alle spalle. Gli outsider dell’opposizione, però, avevano visto quello che molti cittadini non vedevano ancora, abituati a decenni di benessere gonfiato: una pericolosa e crescente instabilità del sistema, peggiorata dalla vendita smodata di diritti e libertà con rientri per lo Stato pressoché nulli, etichettati in maniera fraudolenta con il rating “AAAssolutamente tutto va bene”.
Il film racconta dunque la scoperta più o meno contemporanea da parte di alcuni uomini della gigantesca “bolla” cresciuta in seno al mercato dei voti e destinata a scoppiare pochi anni dopo con effetti disastrosi. Tratto da una storia vera, un film che probabilmente scalzerà presto dai primi posti ai botteghini il campione d’incassi “Qua pago?”.





