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Inaugurato l’Istituto Musicale Sammarinese progettato dal controverso archistar americo-giapponese Hiro Shima. Capolavoro!

Nel giorno dedicato alle celebrazioni religiose di Sant’Agata e alla commemorazione della liberazione dal cardinale Alberoni, l’architetto Hiro Shima è arrivato a San Marino per l’inaugurazione della sua ultima controversa opera architetturale. Oltre alle tradizionali liturgie tenute in centro storico si è quindi aggiunto un sobrio ma sofisticato rito laico di ‘Rinascita della Musica‘ tenutosi in quel di Borgo Maggiore. A fare gli onori di casa il presidente dell’Istituto Musicale Sammarinese che ha reciso i lucchetti del grosso portone con un flessibile posizionato in loco. Presenti le autorità competenti che hanno suggellato il tutto con il taglio della bandella biancorossa e la consueta idratazione del cemento da parte del Vescovo. L’architetto Shima si è intrattenuto poi coi giornalisti del settore, gli addetti ai lavori e semplici curiosi che si sono raccolti attorno a quello che sembrava un raduno di caschi gialli.
“Nell’Era della Precarietà, i miei edifici devono comunicare tale esigenza” ha commentato l’architetto ai margini della cerimonia, all’interno del nuovo ingresso ribattezzato “Sala dei Calcestruzzi”. Presenti provocatoriamente alcuni sacchi di cemento e una betoniera spenta che rappresenta “lo stato effimero dell’arte”.
In passato Shima aveva fatto discutere per le sue opere indecifrabili come il ponte mimetico sullo stretto di Messina o il restyling dell’autostrada Salerno Reggio-Calabria, bizzarro progetto modernista smantellato dopo un ventennio, “vittima” dell’incomprensione di alcuni politici locali senza gusto estetico che hanno fatto posto ad una semplice autostrada a due corsie.
A San Marino il genio di Shima ha trovato la libertà necessaria per affermare il suo spiccato estro creativo, tra ponteggi e passerelle che permettono di muoversi non solo all’interno ma anche all’esterno della struttura in tutta sicurezza: – “Si tratta di un nuovo modo di concepire gli spazi urbani” – commentano i collaboratori del maestro nipponico trasferitosi a Las Vegas. Continua nell’esposizione dell’opera il Maestro che, davanti ai cronisti, cerca di esprimersi lentamente per far tradurre tutto il suo Pensiero: “Nei giorni di tempesta i tubi innocenti posizionati vicino alle finestre si trasformano in foreste di bambù, trasformando il vento in una sinfonia di note metalliche”.
Spazio non solo rivolto allo “sguardo esteriore” ma anche “dentro”, dove i giovani artisti potranno farsi ispirare dall’Edificio stesso, una sorta di Istituto-Robot-Musicale-Parlante.
Nell’occasione dell’inaugurazione una selezione degli allievi della scuola ha intonato una marcia funebre però con ritmo allegro andante.

Informazioni su Muzio Scavolani ()
Dal 1980 cercano di etichettargli il nome Luca Pedoni e dedica corpo ed anima (non è ancora scientificamente dimostrato se ne ha una) ad alimentarsi. Da piccolo trascriveva le bestemmie del nonno davanti alla tv nel diario di ricette di Suor Germana della nonna. Attualmente è senza mani per cui scrive con la punta del naso.

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